Webdesign: “Modello a F”, funziona ancora?

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Il web design non è una scienza esatta ma è un processo, di cui si conosce l’inizio ma non la fine, perché il suo risultato è enormemente condizionato dalle ottimizzazioni effettuate grazie ai data e dalle informazioni che si registrano durante le sessioni di navigazione degli utenti.

Come fare però all’inizio quando non si hanno dati?

Bisogna affidarsi agli studi fatti da altri specialisti e quindi affidarsi alla teoria e alle guide linea del webdesign.

Per disegnare un design di un sito web le linee guida si chiamano Pattern e sono  i tracciati secondo i quali l’utente presta attenzione a determinate zone del sito web e quindi ci indicano teoricamente dove inserire gli elementi di maggiore importanza.

Uno dei pattern più importanti è sicuro l’”F-Pattern”; avendo prima stabilito che si tratta di tracciati e quindi disegni, è facile vincere che questo pattern appare come una F e ci suggerisce quindi degli elementi vadano inseriti seguendo quella forma;

Ecco l’esempio di F Pattern portato dal Nielsen Norman Group nel 2006:

 

Comprendiamo l’F-Pattern

Possiamo vedere dalle immagini che l’F-pattern ci suggerisce degli utenti si focalizzano all’inizio su tutta una parte superiore per poi scorrere velocemente saltando e cogliendo solo alcune informazioni per poi concentrarsi nuovamente sulla parte centrale e quindi scendere nuovamente veloce.

 da questo ne deriva appunto la forma di una F.

Oggi giorno il primo problema rivelato dall’F-Pattern è la sua applicabilità al desktop meno al mobile, dove gli screen più piccoli e il testo più concentrato permettono all’utente di concentrarsi maggiormente su più porzioni di testo e di contenuto.

Traslando questa teoria sul mobile che oggi rappresenta più della metà del traffico on-line si è notato come abituatisi a questi spazi gli utenti si concentrino maggiormente solo sulla parte superiore per poi scendere rapidamente;  si perderebbe così la tipica forma di una F ma il concetto rimane più o meno lo stesso.

 

Cosa possiamo capire da questo?

Il passaggio al mobile E quindi il repentino e costante cambiamento di modalità di visualizzazione dei contenuti da parte dell’utente  ha suggerito un importante messaggio:

nessuno guarderà a tutto quello che hai fatto, quindi metti il meglio che hai nella parte superiore!”.

In realtà questo messaggio è sbagliato perché è una visione pessimistica del cambiamento di comportamento degli utenti e quindi si può evincere solo una cosa: 

L’F-Pattern non è più adeguato per essere usato nel web design

Dico questo perché secondo questa visione dovremmo creare un layout adattandoci a questa visione dell’utente, andando quindi a porre tutta l’attenzione sulla parte superiore del contenuto semplicemente perché “secondo il pattern” l’utente non vede altro.

 

Cosa fare quindi? 

La realtà è ben diversa, ed è quella che deve dettare il vero web designer, ovvero non farsi guidare unicamente dagli utenti e dai loro comportamenti andando quindi a seguire il loro pattern, bensì costruire un layout e un testo provocando stimoli in questi a portare la loro attenzione dove preferiamo. 

L’analitica che si trae dai vari strumenti che osservano il comportamento dell’utente non deve essere infatti una mera osservazione e correzione delle posizioni dei nostri elementi, anzi, deve essere usata per capire dove l’utente non “recepisce il messaggio” e quindi rendendo più efficace lo stimolo e non semplicemente spostandolo dove l’utente pone la sua attenzione.

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