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Comunicazione politica: non solo scienza

comunicazione

N.B.
IL PRESENTE ARTICOLO NON E’ UNO SPOT ELETTORALE, MA UN APPROFONDIMENTO DEL TEMA “POLITICA” DAL PUNTO DI VISTA DELLA COMUNICAZIONE

“La comunicazione politica nasce dall’incontro di due insiemi di discipline: le scienze della comunicazione (comprendendo dunque sociologia, psicologia sociale, antropologia, semiotica e massmediologia) e le scienze politiche. Soltanto quando vi saranno approcci volti a sistematizzare la svariata letteratura disponibile sull’argomento in modo da costituirne una scienza munita di fondamenta autonome, allora sarà possibile definire con maggiore chiarezza l’argomento in questione. Al momento la letteratura scientifica sull’argomento si concentra su tematiche ad essa inerenti, ma specifiche, come ad esempio il rapporto tra mass media e sistema politico, oppure lo studio del linguaggio dei politici, o ancora lo studio degli effetti della comunicazione politica mediata sulla partecipazione e il voto da parte dei cittadini-elettori, o ancora l’analisi delle campagne elettorali dei partiti e dei vari candidati.” –Wikipedia

La comunicazione politica dei giorni d’oggi passa molto attraverso l’uso dei media e social media, per influenzare il modo di pensare degli elettori ed il modo in cui vengono prese le decisioni politiche. Ci sono due principali aree di studio nel campo della comunicazione politica:

– Il primo è l’uso della comunicazione politica nelle campagne elettorali.
– Il secondo è il ruolo della comunicazione politica nelle operazioni governative.

In questo articolo intendiamo fornire qualche spunto su cui riflettere per capire maggiormente come funziona la comunicazione di massa, analizzando 3 personaggi tra i più bravi comunicatori della storia contemporanea, ribadendo che il fine di questo articolo è affrontare l’argomento solo dal punto di vista comunicativo.

 

Barack Obama

Obama
Immagine NCROnline

La vittoria di Obama nel 2008, fu una sorpresa per molti, e fu resa possibile da un eccellente sforzo di comunicazione svolto  durante la campagna presidenziale. Alcuni hanno parlato di una “rivoluzione” nella comunicazione politica, e con ottime ragioni: Obama e il suo staff hanno abilmente ed efficacemente sfruttato il web 2.0 per arruolare sostenitori, coinvolgerli con contenuti e iniziative specifiche  atte a trasformarli in attivisti.

Attraverso il web, Obama e il suo staff hanno attirato sostenitori ed avviato una conversazione con essi; ma, più di questo, hanno permesso ai sostenitori di parlare tra loro al fine di stabilire un senso di comunità . Obama ha invitato i suoi sostenitori a creare contenuti, come post e video, li ha incoraggiati a diffondere le sue idee e ad agire attraverso newsletter; in breve, ha istigato la loro trasformazione da semplici sostenitori ad attivisti .

Barack Obama ha adattato un’immagine di se stesso coerente con i valori che voleva trasmettere, permettendo così alle persone di identificarsi in lui e di aiutarlo a diffondere le sue idee politiche. La sua forte personalità gli ha permesso di guadagnare la fiducia degli elettori , compresa quella di coloro che inizialmente non erano convinti.

Inoltre, Obama e il suo staff sono riusciti a identificarsi con le storie di vita delle persone a cui desideravano fare appello, stabilendo un rapporto empatico con loro e coinvolgendo anche le classi sociali più svantaggiate. In breve, Obama è stato in grado di utilizzare al meglio il metodo di narrazione , sfruttando i sentimenti (come ogni storia dovrebbe), trasmettendo contenuti significativi.
In conclusione, l’esperienza di Obama ha rappresentato uno spartiacque nel panorama della comunicazione politica del nuovo millennio.

 

 

Donald Trump

trump

Immagine France24

Lo sbarco di Donald J Trump in politica, tra le altre cose, ha cambiato per sempre la comunicazione politica. È stato in tutti i sensi, il primo “candidato presidenziale di Twitter“. I suoi tweet dominavano il dibattito presidenziale a tal punto che il New York Times pubblicò un articolo su tutti i tweet offensivi che Trump aveva fatto contro persone, razze, comunità religiose e istituzioni.

L’ascesa di Trump come candidato repubblicano e le sue conseguenze politiche a lungo termine saranno dibattute anche in futuro, ma tutti sono d’accordo sul fatto che abbia cambiato definitivamente il modo di fare campagna politica. Molti politici prima di Trump sono stati attivi su Twitter, ma nessun candidato importante l’ha usato in modo così radicale per esprimere le sue opinioni.

Diversamente da qualsiasi altro supporto, Twitter ha dato a Trump tempo e spazio per lanciare la sua ideologia politica. Ha inviato più di 28000 tweet, circa 12 tweet al giorno dal 2009, ovvero quando si iscrisse al sito di microblogging. Per i primi tre anni della sua vita su Twitter, Trump sembrava addirittura quasi “timido” nell’esprimersi. Fu nel 2012 quando realizzò per la prima volta il suo pieno potenziale e iniziò a coltivare il seguito di un gruppo di persone specifiche, mentre iniziava a trasmettere le sue opinioni su questioni delicate.

Molti esperti di comunicazione avevano previsto che i social media avrebbero superato la sfera della comunicazione politica, ma fino a Trump, è stata una visione lenta a materializzarsi.

Trump ha usato il potere di Twitter come nessun altro leader politico e, nel processo, ha ridefinito le comunicazioni e come i social media possono essere utilizzati come strumento non solo per inviare informazioni, ma anche come mezzo di attacco e per aumentare i seguaci.

La sua comunicazione politica è tutt’altro che tradizionale. L’approccio di Trump è controverso, per usare un eufemismo, ma il suo mezzo di comunicazione funziona.

 

 

Silvio Berlusconi

berlusconi

Immagine Today

Non c’è nessun politico italiano al momento in grado di inventare slogan accattivanti, appetitose ricompense come è in grado di crearle e comunicarle Silvio Berlusconi, che è stato eletto presidente del consiglio per tre volte e ha guidato l’Italia per nove anni in totale. Berlusconi ( Marzo 2018 ) è tornato attivamente in campagna elettorale e afferma di essere fiducioso che il suo partito “Forza Italia” rilanciato possa conquistare la maggioranza degli elettori.

Nonostante si discute sulle sue scelte politiche, è riuscito a creare un seguito negli anni per il suo movimento politico; ci sono italiani che lo difendono e che lo amano con fervore quasi religioso. È stato il politico più discusso d’Italia per quasi due decenni. È ancora l’uomo più ricco d’Italia e, secondo la rivista Forbes, il 118 ° più ricco del mondo nel 2011.

Alla base della sua comunicazione politica, ci sono sempre stati slogan semplici ed accattivanti, i cui messaggi comprensibili alle masse.

Anche quando ha fondato la sua creatura politica, ha scelto di chiamarla molto semplicemente “Forza Italia” e non ad esempio, movimento politico bla bla bla

L’entrata in politica di Silvio Berlusconi, è risaputo che ha rivoluzionato il modo di fare comunicazione in tale ambito, specie in Italia. Inoltre, le sue televisioni in primis hanno contribuito a velocizzare un cambiamento radicale già presente nel DNA di una società sempre più materialista e consumista. Non a caso spesso si dice che i media sono lo specchio della società e su una cosa non ci sono dubbi: Silvio Berlusconi sa come utilizzarli.

Durante la sua storia politica, Berlusconi non ha mai messo al centro della sua comunicazione, l’utilizzo massiccio dei social, quasi a non voler “consacrare” il loro ruolo.
Al di la dei contenuti dei suoi slogan, obiettivamente è stato uno dei più grandi comunicatori di sempre. Le sue armi vincenti?

– Messaggio costante nel tempo
– Uomo d’affari e imprenditore
– Utilizza un linguaggio molto semplice, comprensibile da chiunque
– Trasmettere fiducia e sicurezza
– Esperienza
– Capacità di rassicurare

 

Sei interessato ad approfondire la comunicazione politica? di seguito alcuni libri molto interessanti ed utili:

 

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